Endo ed ectoparassitosi del cane e del gatto

Relazione del Dr. Lucio Boni 24/04/99


Il parassita e' un organismo che vive a spese di un altro (ospite) danneggiandolo.
L'ospite intermedio e' quando ospita una o piu' fasi larvali del parassita.
L'ospite definitivo e' quando viene parassitata la fase adulta ed e' in grado di riprodursi sessualmente.
Nell'ospite completo puo' avvenire tutto il ciclo del parassita. L'ospite paratenico e' quando un parassita penetrando accidentalmente all'interno di un ospite puo' sopravvivere senza subire sviluppo.
Il vettore biologico e' un organismo invertebrato capace di veicolare il parassita e fargli compiere parte del suo ciclo biologico.
Il vettore meccanico veicola il parassita senza compiere cicli biologici.

Endoparassitosi:
Gli elminti piu' frequenti del cane e del gatto sono i nematelminti e platelminti.
I primi detti anche vermi tondi hanno corpo cilindrico generalmente sessuato cui appartengono le classi degli ascaridi, anchilostomi, trichiuridi e filarie.
I secondi detti vermi piatti con corpo appiattito generalmente ermafroditi cui appartengono le classi dei trematodi e cestodi; di quest'ultima la tenia e' la piu' frequente.
I parassiti possono avere un'azione meccanica come gli ascaridi che danno occlusione intestinale, traumatica come gli anchilostomi che ne lacerano la mucosa, spogliatrice come anchilostomi e tenie che sottraggono sangue e chimo, irritativa come la fasciola epatica nei canali biliari tossica come le amebe sul colon, dimetabolica come la giarda intestinalis che tappezzando la mucosa intestinale interferisce sul metabilosmo dei grassi, allergica come gli ascaridi, anafilattica come l'echinococcus per rottura delle cisti idatidee, foretica di virus e batteri come strongiloides per penetrazione transcutanea.
E' evidente che la relazione tra ospite e parassita e' importante per capire il meccanismo d'azione dei farmaci relativamente alle modalita' e ai tempi di somministrazione, in commercio non esistono molecole a largo spettro capaci di essere attivi sia sui nematodi che sui cestodi, percio' si preferisce ricorrere a delle associazioni di p.a.
L'adipato di piperazina (ADP Gellini) e' una vecchia molecola ancora usata nelle infestazioni da ascaridi, che provoca un blocco a livello muscolare con conseguente espulsione dei vermi per effetto paralizzante.
I derivati benzimidazilici (Telmin-Jansen, Len-Tecnofarma, Duelmint-Ati) diminuiscono l'assorbimento di glucosio da parte dei parassiti, hanno azione larvicida ed ovicida, agiscono su ascaridi e anchilostomi parzialmente su cestodi, necessitano pero' di somministrazioni ripetute per 3-5 gg.
I derivati del tetramisolo e levamisolo (Ascarilen-Tecnofarma, Anchilen-Tecnofarma) provocano paralisi dei parassiti interferendo nel metabolismo energetico, sono attivi contro ascaridi, anchilostomi e strongiloidi.
La somministrazione per via parentelare ha un basso margine di sicurezza quindi sempre meno usati nei piccoli animali.
Il Pirantel pamoato (Nemex pasta-Pfizer) tra i piu recenti a una azione neurobloccante con conseguente paralisi dei parassiti sia nelle forme larvali che adulte, attivo soprattutto sugli ascaridi e anchilostomi, nessuna tossicita', molto interessante la formulazione in pasta appetibile per cuccioli e gattini.
L'Oxantel pamoato provoca paralisi spastica del verme con conseguenze espulsione dello stesso, e' particolarmente attivo contro i tricocefali che in commercio si trova in associazione con il pirantell (Nemex plus cp-Pfizer).
Il Nitroscanato (Skanitrol cp -Schering, Lopatol cp -Novatis) e' un p.a. moderno ad ampio spettro, e' attivo contro nematodi e cestodi purtroppo provoca spesso vomito.
La molecola piu' attiva contro i cestodi e' il Praziquantel (Droncid cp -Bayer) ha un'ottima tollerabilita' e si puo' somministrare sia per os sia per via inniettiva.
Il cane, portatore della tenia echinococco, s'infesta tramite l'ovino, bovino o suino e puo' trasmettere anche all'uomo l'echinococosi, grave malattia sociale delle regioni con forte allevamento ovino. L'intervento terapeutico e/o profilattico sul cane interrompe il ciclo biologico del parassita ed evita la trasmissione all'uomo. L'utilizzo piu' frequente per il cane e per il gatto e' contro la tenia. Importante considerare che le pulci fungono da ospiti intermedi e costituiscono una fonte per l'infestazione da questo tipo di verme. Per evitare le reinfestazioni e' importante somministrare il prodotto a distanza di tre settimane e soprattutto eliminare le pulci dall'animale e dai locali.
La niclosamide derivata dalla salicidamide (Niclovet cp -Gellini) vecchia molecola che interferisce sul ciclo di krebs del parassita. E' molto attiva contro i cestodi oggi sempre meno usata sui piccoli animali per la sua bassa tollerabilita'.
La filariosi e' sostenuta da Dirofilaria Immitis parassita che allo stadio adulto si localizza nel cuore destro e nelle arterie polmonari. L'infestazione e trasmessa da ditteri ematofagi (Culex, Anopheles). La zanzara s'infetta durante il pasto di sangue tramite l'ingestione delle microfilarie presenti nel sangue periferico di un cane infetto. In due settimane all'interno del dittero, si sviluppano in L3 infestanti che si localizzano nell'apparato pungitore e vengono trasmesse al successivo pasto di sangue, migrando attraverso il connettivo sottocutaneo ed intramuscolare del cane. Nei muscoli del dorso, torace, collo, mutano a L5 penetrando poi nel sangue raggiungendo il cuore in poco piu' di tre mesi, in altri tre mesi diventano adulte e producono microfilarie della lunghezza di 25 a 30 cm.
Oggi la filaria viene controllata bene grazie all' Ivermectina (Cardotek cp-Merck) prodotta dalla fermentazione di streptomices avermitilis che interagisce sulla formazione di g.a.b.a provocando un blocco muscolare non e' attiva sui cestodi ma lo e' a piu' alte dosi sui nematodi. Per la prevenzione il trattamento deve essere effettuato ogni trenta giorni nel periodo dell'esposizione del cane alle punture di zanzare (Maggio Settembre). Prodotti analoghi sono Interceptor-Novartis e Guardian-Fort Dodge.
La melarsonina (Immiticide fl -Meriall) e' piu' efficace sia sulle larve sia sulle forme adulte ed ha un elevato margine di sicurezza. Esiste solo in forma inniettiva, ed ha un costo molto elevato, A differenza dell'Ivermectina e' usata piu' per la cura che per la prevenzione della filaria.

Ectoparassitosi:
Le Pulci sono ectoparassiti ubiquitari ematofagi (tonocephalides felis e canis) sopravvivono fino a due mesi al di fuori dell'ospite e si nutrono voracemente ma digeriscono solo una piccola, parte il resto origina lo "sporco di pulci".
Le uova poste a centinaio contaminano l'ambiente (cuccia, pavimento, tappeti) e quando si schiudono danno origine a larve, pupe adulte poi pulci. Tutto il ciclo dura tre settimane.
Quando sono in numero elevato ed a secondo della sensibilita' individuale possono attaccare l'uomo con ortocaria papulare e lesioni pruriginose.
Alcuni cani e piu' raramente gatti mostrano ipersensibilita' alla saliva delle pulci che sul dorso della coda, sulla zona inguinale e nella zona mediale degl'arti inferiori danno origine a un intenso prurito che genera dermatite ed autolesione da grattamento fino a provocare delle vere e proprie piodermiti.
la terapia volge all'eliminazione delle pulci dai locali con nebulizzazioni di esteri fosforici, piretrina e derivati fenolici due volte la settimana per tre quattro volte.
Sull'animale spugnature e/o bagni con soluzioni di esteri fosforici (Diazal-Copyr, Neguvon -Bayer, Nevonal -Ati), piretroidi sintetici (Neoerlen sh -Tecnofarma, Ovitrol -Gellini) oppure formulazioni in spray come fipronil (Frontline-Meriall) e formulazioni spot on (Frontline spot on -Merial, Tiguvon -Bayer, Expot -Schering, Advantage 250 -Bayer).
Le Zecche dotate di scudo duro chitinoso col corpo dilatabile nella femmina, sono ectoparassiti ematofagi ancorati all'ospite attraverso l'ipostoma formato da otto arti con due artigli ed una ventosa.
La femmina dopo la fecondazione cade a terra deponendo le uova in posti riparati, la larva che esce si attacca all'ospite, e nutrendosi diventa ninfa che poi muta in forma adulta. Quest'ultima resiste anche un anno senza ingerire sangue e puo' compiere il suo ciclo su piu' ospiti.
Oltre a provocare una grave anemia, le zecche trasmettono malattie batteriche, protozoarie e virali. In alcuni casi molto gravi le femmine possono provocare grazie ad una neurotonina, paralisi dell'animale ospite e morte. Essendo poco specie-specifiche posso colpire anche l'uomo.
Il trattamento e' molto simile a quello contro le Pulci, mira alla disinfestazione dei locali che quando e' possibile si utilizza anche il fuoco. Sull'animale la terapia e' uguale, mentre per la prevenzione sono sempre meno usati i collari a favore delle gocce spoton.
La Scabbia del cane, il cui agente eziologico e' il sarcoptes scabiei e' un acaro di dimensione al limite del visibile. Larve, ninfe maschio e femmine vivono sulla superficie della cute e in mezzo alle croste, mentre la femmina fecondata scava gallerie nell'epidermide depositando le uova. Le larve sgusciate dall'uovo migrano in superficie ove diventano ninfe e quindi adulte i 2-3 sett.. Si localizzano per lo piu' nelle zone cutanee scarsamente ricoperte di peli, e determinano un prurito intenso, di conseguenza si viene a creare un trauma da sfregamento con noduli, vescicole, croste, ispessimento cutaneo che se trascurato si sovrappongono infezioni da piogeni. Altri tipi di acaridosi sono la Rogna Rossa del cane (demodes canis) e la Rogna Notedrica del gatto (Notoedres Cati), in entrambi i casi l'infestazione comincia dalla testa nella zona delle orecchie per poi procedere su tutto il corpo.
Il trattamento prevede l'uso di Ivermectina (Ivomec fl commercializzato per grossi animali) sia per os che sottocute una volta alla sett. per 4 volte. Per uso topico lozioni e/o shampoo a base di benzoil perossido (Fatroxid - Fatro) oppure formulazioni topiche a base di zolfo ed ac. salicilico.
Se ci sono complicazioni batteriche si useranno antibiotici e se il prurito e' intenso Predninsolone per via sistemica.
Molta attenzione va rivolta al proprietario, onde evitare infestazioni da contatto.

Per l’Agifar Mantova
Dott. Tullio Mancinelli

Mantova, Giugno 1999